COLOSSI ARTE CONTEMPORANEA

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Più di trent'anni d'amore per l'arte,

tradizioni che continuano per arrivare alla terza generazione...

Opere dei più importanti maestri contemporanei

  ed un nuovo progetto....
 
Mostre in corso nei nostri spazi espositivi

cavallino

MARIO CEROLI   tuffatore

 

Fin dagli anni Sessanta, l'artista sviluppa una ricerca dove un materiale povero di origine naturale come il legno viene plasmato in sagome piatte per riprodurre non solo soggetti tratti dalla realtà della società del consumo, ma anche dalla tradizione culturale della civiltà occidentale, come l'uomo di Leonardo. Semplificate e ridotte a immagini mentali, le chiome svolazzanti del cavallo dell'Api si sovrappongono in molteplici strati che le fanno sfociare in una tridimensionalità movimentata e fluida, animata dal susseguirsi dei loro profili, come fossero linee dinamiche in un campo di forze che sembra estendersi nel tempo; uno schema che si ripete all'interno delle cornici in legno in cui sono racchiuse le sue ultime opere dove la nuova realtà formale ordinata dall'artista in forme codificate viene inscenata in un ambiente armonico, ordinato secondo una costruzione razionale e prospettica dello spazio, ispirata alla cultura rinascimentale. Ma, dietro al minimalismo figurativo delle sagome di Ceroli, si aprono scenari inaspettati che catturano la nostra percezione grazie al gioco dell'alternanza degli spessori dei piani avanzati e arretrati con cui l'artista rovescia il rapporto tra pieno e vuoto; la farfalla si sdoppia in una forma piena e in una vuota, il cavallino e il tuffatore rivelano una struttura interna fatta di una sovrapposizione di forme che si assemblano come ingranaggi meccanici, un po' come avveniva nella ricostruzione dell'anatomia umana del futurismo meccanico.

Seguiteci...

 

La mostra è stata segnalata, tra gli altri, sul sito del Wall Street International Magazine

 
bertini1

Con la mostra Macchine del tempo vogliamo rendere omaggio, a più di un anno dalla sua scomparsa, a Gianni Bertini presentando una completa panoramica della sua ricerca che si nutre di una grande varietà di esperienze artistiche, mantenendo uno stile personale e inconfondibile. Interpreta con grande coerenza mezzo secolo d'arte: nei primi anni '50 sonda la natura fisica della tela con le sue indagini astratte sulla linea e il movimento aderendo al Mac (Movimento arte concreta) per poi accostarsi all'esperienza informale approcciandosi al Movimento Arte Nucleare con Baj e Dangelo nel 1951 e creando, negli anni '50-'60, un gesto informale estremamente personale, ispirato al mondo tecnologico e al dinamismo meccanico futurista. Negli anni '60-'70 il suo percorso artistico sfocia nella scoperta della Mec Art (arte meccanica), una tecnica che consiste nel riporto fotografico su tela emulsionata di parti di manifesti o riviste ma sempre coerente e integrata con i tratti informali. Il suo interesse precipuo rimane costante: raccontare la contemporaneità con opere che leggono e interpretano il tempo.

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La mostra è stata recensita, tra gli altri, su Lobodilattice - Rivista d'Arte Contemporanea

 
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