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Marica Fasoli espone a Palazzo Martinengo in occasione della mostra Poetiche a confronto

nocivelli
martinengo

In quanto vincitrice della Coppa Luigi nell'ambito del Premio Nocivelli 2016, Marica Fasoli è stata invitata ad esporre a Palazzo Martinengo, nel pieno centro storico di Brescia, in occasione della mostra Poetiche a confronto. La mostra è il frutto di una partnership tra l’Associazione Culturale Techne e la Fondazione Provincia di Brescia Eventi.

Le opere esposte sono 54, suddivise nelle varie categorie definite dal Premio: pittura, scultura, fotografia; esse danno spazio e voce a tutti gli artisti che partecipando al concorso hanno deciso di condividere un cammino per dare slancio alla propria stagione artistica.

Nelle opere di Marica Fasoli (Bussolengo, Verona, 1977), le molteplici ripiegature della carta che compongono gli origami vengono dispiegate su una superficie bidimensionale. In questo modo, la consistenza plastica e tridimensionale della forma originaria viene ricreata disvelando la trama lineare prodotta dalle pieghe sulla carta. Intervenendo con il colore, l'artista evidenzia la morfologia della texture di luci ed ombre creata dall'intricato reticolo di linee e angolature, definite dai riflessi chiaroscurali dei rilievi e delle venature che vengono marcati dalla sempre diversa pressione delle mani sulla plissettatura ed inspessiti dalla profondità delle incisioni lasciate dall'energia impressa dalla mano alla resistenza della carta in questa raffinata pratica orientale. Ecco allora che la costruzione interiore, l'anima della carta, le metamorfosi che ha subito si rivelano nelle infinite ed accidentali geometrie astratte, composte da intrecci di linee, come una sorta di mappa geografica esistenziale che arricchisce questo materiale di profonde suggestioni narrative. Nella cultura giapponese, l'arte degli origami è considerata una pratica beneaugurante, portatrice di gioia e prosperità, in quanto simbolo della perenne rinascita dopo la morte. Nel processo di perenne decostruzione e rigenerazione della struttura degli origami, metafora dell'infinito perpetuarsi del ciclo della vita e della morte, l'artista ci svela, nelle sue composizioni spaziali, l'essenza della carta, evidenziando la meraviglia che può celarsi nelle cose della realtà fenomenica. Vincitrice, nel 2016, del Premio Hit Parade nel contesto della rassegna Paratissima Torino, dellaCoppa Luigi nell'ambito delPremio Nocivelli, l'artista ha esposto, in occasione della 54° Biennale di Venezia, a Villa Contarini di Piazzola sul Brenta (Pd) e al Palazzo della Permanente di Milano, in occasione del Premio Arte Mondadori, nel 2011, oltre che al Museo Internazionale della Musica di Bologna, alla State of The Art Gallery di Hong Kong, al Cà La Ghironda Modern Art Museum di Zola Predosa (Bo), alla Fondazione Giorgio Cini di Venezia e alla Fondazione Sandretto Re Rebaudengo di Torino, ai Bacini dell'Arsenale di Venezia, al Museo Archeologico Nazionale di Spoleto (Pg), al Museo Santa Giulia di Brescia, al Museo Civico di Palazzo della Penna e alla Rocca Paolina di Perugia, alla Casa del Mantegna di Mantova e alla Casa dell'Ariosto di Ferrara.

Poetiche a confronto, mostra collettiva dedicata ai vincitori dell’VIII edizione del Premio Nocivelli 2016

Palazzo Martinengo - Via dei Musei, Brescia
La mostra rimane sarà aperta al pubblico dal 15 settembre al 01 ottobre 2017 nei seguenti orari:
giovedì-sabato: dalle 16.30 alle 19.30
sabato-domenica: dalle 10.30 alle 12.30 e dalle 14.30 alle 19.30

per maggiori informazioni, visita il sito www.premionocivelli.it

 

Luca Moscariello alla Casa del Mantegna di Mantova in occasione della mostra "Se telefonando"

setelefonando web

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Michael Gambino espone alla Fondazione L'Arsenale di Iseo in occasione della mostra Acqua

 

acqua
acqua pesci acqua pescini
acqua libro acqua pescioni
abyss intero
Michael Gambino, Abyss, 2017, tecnica mista su tavola, 60 x 140 cm (sotto, alcuni dettagli dell'opera)
abyss laterlae abyss pesce
   
libro libro fronte

 Michael Gambino, Fiumi, Laghi, Mari e Oceani, 2017, libro e farfalle di carta ritagliate, 53 x 70,5 cm

 
surface intero
  Michael Gambino, Surface, 2017, tecnica mista su tavola, 50 x 130 cm (sotto, alcuni dettagli dell'opera)
 surface lato surface pesce 

Fino al 23 luglio, sarà possibile ammirare, negli spazi espositivi della Fondazione L'Arsenale di Iseo (Bs), le opere di Michael Gambino ispirate al tema dell'elemento naturale dell'acqua e realizzate dall'artista per l'omonima mostra.

La collettiva è stata oraganizzata in occasione dell’ottava edizione del Festival dei Laghi, l’evento internazionale dedicato ai prinicpali specchi d’acqua d’Italia e d’Europa. Un'accurata selezione di otto artisti contemporanei (Tullio Cattaneo, Giuseppe Gallizioli, Leonardo Gambini, Michael Gambino, Armando Moriconi, Giangi Pezzotti, Filippo Venezia e Angelo Zanella) sono stati chiamati ad interpretate il tema dell’acqua, dando vita a 37 opere tra dipinti, sculture e immagini fotografiche.

In concomitanza con la mostra, in Piazza Statuto, verrà posizionata l’opera monumentale Albero di olivo, già esposta nel contesto di Expo 2015, in occasione della mostra Tesori d’Italia, curata da Vittorio Sgarbi.

«Con l’olivo ci leghiamo a doppio filo al Festival dei Laghi e a Girolio d’Italia 2017» spiega Attilia Consoli, Presidente del’ente culturale iseano «invitando a posare lo sguardo sulla natura che fa parte del nostro territorio e del nostro lago».

«Si è cercato di fare questo abbinamento partendo dagli elementi primordiali utilizzati dall’uomo che rappresentano l’essenziale della vita».

Per maggiori informazioni, visita il sito: www.arsenaleiseo.it

Le opere di Michael Gambino e Giorgio Bevignani in mostra a Polignano a Mare

Michael Gambino e Giorgio Bevignani sono stati invitati ad esporre in occasione della mostra Visibile Evanescente,
in corso negli spazi espositivi della galleria Ventu Blu a Polignano a Mare (Ba) nella stagione estiva 2017
azur luce
Giorgio Bevignani, Quai Azur, 2016, 100 x 100 cm  Michael Gambino, Luce, 2014, 71 x 86 cm

 

In questa nuova collettiva, la galleria si trasforma, non solo come contenitore ma diventa un vero e proprio “Spazio Arte”, perdendo la dimensione spazio-temporale di luogo dove vengono collocate le opere, ma si trasforma in uno spazio interiore in cui lo spettatore è invitato a interagire con le opere stesse.

Il metamorfismo, il cambiamento, la trasformazione è il tema, se vogliamo cristallizzarne uno solo, il magma, in cui lo spettatore è invitato a “navigare”, partendo dalle opere di Giorgio Bevignani, plasmatore di materia, materiali plastici e sintetici, derivanti dalla putrefazione (trasformazione) della materia organica in petrolio nel corso dei millenni, la cui ricerca artistica sin dagli esordi, è stata proiettata verso la visione della materia come malleabile e modificabile, labile come l’essenza stessa della vita.

I lavori presentati sono il frutto di un ulteriore evoluzione del suo linguaggio espressivo, realizzati con il silicone e la schiuma poliuretica, ispirati alla conformazione del corallo; ogni strato di silicone imbevuto di pigmento fluorescente (fluoro, fosforo) viene lasciato asciugare singolarmente e plasmato dall’artista, in modo che dalla lenta sovrapposizione e stratificazione nascano le superfici tattili e sinuose delle sue opere, imitando la sedimentazione dei minerali all’interno delle rocce, come avviene in natura.

La poetica di Bevignani attraverso il valore cangiante e metamorfico della superficie delle opere esposte, si sofferma sulle condizioni di instabilità e sulla progressiva perdita di riferimenti che caratterizza l’epoca contemporanea.

Michel Gambino, “mosaicista” italoamericano, propone le sue delicatissime composizioni, in cui le tessere del mosaico, sono moltitudini di farfalle variegate, coloratissime, di carta intagliate pazientemente e applicate una ad una su supporti. La farfalla è l’insetto simbolo per eccellenza del mutamento, della metamorfosi nel suo percorso vitale (bruco, crisalide, farfalla). Simbolo della bellezza, della leggerezza dell’animo umano, emblema di evoluzione e rinascita.

Le opere di Gambino si ispirano alla Teoria del Caos del matematico statunitense Edward Lorenz, secondo la quale esiste una concatenazione, tra avvenimenti lontani nel tempo e nello spazio, il così detto Effetto Farfalla e alla Legge di conservazione delle Massa di Lavoisier, secondo la quale “Nulla si crea, nulla si distrugge, tutto si trasforma”, leggi che l’artista conosce bene, grazie ad un percorso formativo iniziale, rivolto alla chimica e biologia.

Un linguaggio artistico estremamente innovativo, caratterizzato da una personale ricostruzione dell’universo naturale, rimodellando i flussi energetici che determinano la vita nel nostro Pianeta, attraverso una delle creature più minute che lo popolano: la farfalla. Alcune opere esposte, hanno, come fulcro centrale un libro, da cui si propagano farfalle: l’accostamento è sorprendente, riuscitissimo: i libri, come le farfalle, sono simboli evolutivi, il loro contenuto favorisce il cambiamento degli individui sul piano psicologico e spirituale.

Riproduce anche i fenomeni di bioluminescenza che ritroviamo in natura, in esseri viventi come lucciole e pesci delle profondità oceaniche, usando supporti realizzati con vernici fosforescenti, che nell’oscurità, mutano completamente la percezione estetica dell’opera donandoci una doppia lettura, diurna e notturna.

 

Leggi a seguito l'articolo che recensisce la mostra, pubblicato sul La Gazzetta del Mezzogiorno di domenica 4 giugno

polignano gazze

Virginia Magatelli. Brani di realtà sinfonica

finissageDa sabato 6 a sabato 13 maggio 2017 si è svolta la mostra personale di Virginia Magatelli Brani di realtà sinfonica che, in occasione del finissage, ha duettato con la soprano Jessica Zizioli, accompagnata al pianoforte dal maestro Giacomo Gozzini, in due esibizioni canore:

Sì, mi chiamano Mimì e il Valzer di Musetta tratto dalla Bohème (1893-1895) di Puccini

Duetto buffo di due gatti (1825) di Gioacchino Rossini

Il duetto delle Nozze di Figaro di Mozart (1785-1786)

il Brindisi del Macbeth (1847) di Verdi.

Dopo una carriera musicale pluridecennale in ambito teatrale e operistico, che l’ha portata ad esibirsi sui palcoscenici italiani ed esteri, in Francia e in Giappone, oltre che a partecipare alla trasmissione Gran Premio, condotta da Pippo Baudo e andata in onda sulla Rai nel 1990, la soprano clarense, che si è stabilita nella sua città natale dagli anni 2000, in questa occasione, espone il frutto dell’espressione del suo talento artistico, i suoi collages dal sapore metafisico, nell’ambito delle arti figurative, ma anche in quello letterario e della valorizzazione di realtà locali come l’Associazione “Donne e filo"; contestualmente all’inaugurazione della mostra, presenterà, infatti, il suo libro Il segno della bellezza. Avventure di ago e di filo tra il XIX e il XXI secolo, edito dalla GAM editrice di Rudiano (Brescia). Il libro racconta le vicende di cinque generazioni di donne che si sono susseguite nel tramandarsi l’arte del filare e del cucito, caratterizzata da una ritmicità nel punteggio del ricamo dall’ordito geometrico che ritroviamo sia nell’armonia musicale che nelle composizioni equilibrate nell’accostamento calibrato di forme e sfumature cromatiche dei collages variopinti della soprano.
Si snoda così un percorso culturale tra arte, musica e vita attraverso il quale Virginia Magatelli ci accompagna con le sue opere…

La mostra è stata segnalata, tra gli altri, da

IAM. Italia Art Magazine

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lunedì chiuso

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