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M'horó. Oltre l'ignoto

Dal 19 novembre 2016 all'8 febbraio 2017
ignoto

La mostra è stata segnalata, tra gli altri, da

Artribune

Corriere della Sera

Bresciaoggi

 

M'horó. oltre l'ignoto

(Vittorio Sgarbi)

Un altro artista che vuole rimanere non anonimo, perché un nome se lo è dato, M'horó, ma ignoto al di fuori del nome adottato. Ci stiamo facendo l'abitudine, ormai. Cominciarono così gli artisti clandestini e fuorilegge, gli street artists che una volta erano soprattutto writers e oggi lo sono sempre meno, all'inizio ignoti per necessità, volendo sfuggire alle conseguenze penali delle loro imprese, adesso, se dovessimo pensare al caso più eclatante, quello di Banksy, per ragioni che almeno in parte devono esulare da quelle originarie, entrando direttamente nel merito dell'operazione estetica (a pensarci bene, di Banksy conosciamo solo il brand, un marchio di fabbrica chiaramente individuabile per via di una certa uniformità di metodo, tecnica, formale, ideologica, sotto il quale, però, potrebbero celarsi più artisti, in grado di agire anche indipendentemente l'uno dall'altro).

Non è solo l'arte ad annoverare ignoti, esistendo, per esempio, anche in letteratura, e non certo dai soli tempi attuali. Ha fatto sensazione, di recente, il riconoscimento dell'identità dello scrittore italiano, morto Umberto Eco, di maggiore successo all'estero, la fantomatica Elena Ferrante, dietro la quale si cela Anita Raja, scovata attraverso la tracciatura degli incassi dei diritti di autore riguardanti la sua alter ego.

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Shakespeare. La sostanza dell'uomo

shake

dal 10 settembre al 3 novembre 2016

La multiforme varietà dei caratteri umani, l'essenza della vita stessa e della natura dell'uomo sono delineate nelle molteplici sfumature delle passioni umane evocate da Shakespeare: le più grette, primordiali e sanguinarie pulsioni per arrivare alle più illustri e sublimi declinazioni del sentire dell'animo sono incarnate nei personaggi del suo teatro. In questa mostra, un'accurata selezione di artisti contemporanei viene chiamata ad incarnarle in una forma visibile, interpretandole secondo i più svariati linguaggi espressivi che li contraddistinguono.

Aidan, Guido Airoldi, Andrea Anselmini, Giorgio Bevignani, Dorothy Bhawl, Max Bi, Massimo Caccia, Severino Del Bono, Andy Fluon, Enzo Forese, Michael Gambino, Mimmo Iacopino, M'horó, Elena Monzo, Luca Moscariello, Daniele Papuli, Marco Sudati, Giorgio Tentolini vi accompagneranno in un affascinante percorso attraverso le tematiche i personaggi che hanno reso famoso il drammaturgo inglese nel mondo. 

La mostra è stata segnalata, tra gli altri, da

Sky Arte

Artribune

Exibart

Giornale di Brescia

Bresciaoggi

Bresciaoggi_Max Bi

Qui Brescia

Qui Brescia Magazine

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Angelo Brescianini. Alla velocità della luce

Dal 13 febbraio al 18 maggio 2016

Nell'arco di tutto il suo percorso artistico, iniziato negli anni Sessanta, Brescianini ha cercato di catturare il dinamismo dell'espansione delle forme nello spazio tramite il linguaggio dell'astrattismo. Le lamiere rappresentano la sintesi estrema e l'esito più alto di questa inesausta ricerca per la loro capacità di intrappolare il moto curvilineo e fluido di un elemento impalpabile come la luce facendola scorrere intorno alla superficie delle “bugnature”, impresse modulando la forza dirompente dello sparo con il calibro dei fucili. L'artista sa espanderle sulle sue opere in una successione ritmica di estroflessioni e introflessioni, scandite dal ponderato susseguirsi degli spari, come corpi celestri in un firmamento. Così, la parabola definita dal proiettile nello spazio trascende nel cinetismo perpetuo della luce, sua diretta trascrizione. L'espansione nello spazio e la definizione del moto sono temi da sempre presenti nella sua ricerca, iniziata con i meccanismi di estensione delle sculture in legno degli anni '70 e poi proseguita con quelle dinamiche da parete negli anni 2000, vere e proprie visioni policrome e luminose di piani che fluttuano nello spazio, mossi da complessi ingranaggi meccanici. Nelle sue opere, l'artista fonde la brutalità dell'intervento sulla materia dell'Arte informale al tentativo di intrappolare il fenomeno della scomposizione della luce dell'arte cinetica-programmata, creando un inedito linguaggio artistico, capace di reinterpretare la ricerca di una terza dimensione oltre la bidimensionalità della tela di Fontana e Scheggi. Dopo avere partecipato alla Biennale di Padova nel 1968, negli anni '70 l'artista ha collaborato con artisti come Cassinari, Fiume, Munari e Bonalumi nel design e nella progettazione di oggetti d'arte. Il Museo del Presente e il MAON. Museo d'Arte dell'Otto e Novecento di Rende (Cs) gli hanno dedicato due importanti retrospettive. Nel 2015 viene invitato ad esporre presso l'Istituto Italiano di Cultura di New York, accanto ad artisti come Bonalumi, Dadamaino e Pinelli. Le sue opere sono presenti in importanti collezioni pubbliche e private sia in Italia che all'estero.

La mostra è stata segnalata su

Bresciaoggi

Artribune

Exibart

Italia Art Magazine

Per maggiori informazioni, scarica il comunicato stampa

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About Christo and Jeanne-Claude. Opere edite dal 1969 al 2004 pubblicate sul catalogo Jörg Schellmann

dal 14 maggio al 5 settembre 2016

In occasione dell'apertura al pubblico dell'intervento di Christo sul Lago d'Iseo, The Floating Piers, Project for Lake Iseo, Italy (2014-2016), evento straordinario che segna il ritorno del più famoso land-artist al mondo nella nostra penisola, la galleria propone un affascinante percorso attraverso un'accurata ed esclusiva selezione di serigrafie e litografie che riproducono disegni, bozzetti e schizzi preparatori per i suoi monumentali progetti, provenienti da una prestigiosa collezione genovese, che coprono un arco temporale dal 1968 al 2004.

Per visionare le immagini delle opere esposte ed avere maggiori informazioni, contattateci.

La mostra è stata segnalata da:

Corriere della Sera

IAM. Italia Art Magazine

Art Tribune

Giornale di Brescia

Brixiamostre.it

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Elena Monzo. Carosello

dal 12 dicembre 2015 all'11 febbraio 2016
a cura di Rebecca Delmenico

L’America, Cuba, il Giappone, la Cina e il Libano hanno donato ad Elena Monzo un fascinoso bagaglio iconografico e culturale al quale attingere. Il carosello diventa così l’emblema di un moto circolare perpetuo che rappresenta metaforicamente quello dell’evoluzione e dell’arricchimento della poetica dell’artista, dopo diversi anni di presenza sul panorama artistico internazionale, in un susseguirsi di ricorrenze, rielaborazioni e mutazioni periodiche delle suggestioni scaturite dai viaggi che ha compiuto. Ognuno costituisce un giro di giostra che ad ogni fermata la vede tornare alle sue radici, rielaborare quanto assorbito per ripartire nuovamente, a ciclo continuo, continuando a tramutare le impressioni colte da diverse culture in simboli ricorrenti. Dall’ipertrofia di un consumismo dominato dall’artificialità delle immagini dei mass-media dell’America al miscuglio animistico di antichi retaggi africani e spagnoli, riti precolombiani e globalizzazione della cultura del Messico e di Cuba, per arrivare alla maschera cosmopolita e fake/occidentale della Cina contemporanea che emerge nei mascheroni di dragoni rossi, nei calzari da geisha delle sue ballerine, teatranti, ginnaste, drag queen o transgender. La tradizione millenaria della seta orientale e delle tecniche decorative giapponesi vibra nella preziosità cangiante delle delicate trame dei tessuti che la Monzo inserisce nelle sue scintillanti composizioni, così come l’intricato intreccio dell’arabesco, stile ornamentale islamico, metafora del reticolo di interscambi culturali che caratterizza il Libano. Queste suggestioni si tramutano nel caleidoscopico patchwork che costituisce la patina sfavillante nella quale sono avvolte le sue donne, composta da un’incredibile molteplicità di immagini metaforiche, forme e dettagli dalla provenienza cosmopolita. Ne scaturisce una giostra mutevole variegata, nata dal continuo svilupparsi degli input colti dalle esperienze vissute, come la recidency d’artista Ichiuroko a Kurashiki, in Giappone, nel 2013, e quelle presso lo Swatch Art Peace Hotel di Shanghai, in Cina e l’Art Résidence Alia di Ain Zhalta, Beirut, in Libano, nel 2014.

Monzo Carosello Colossi

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COLOSSI ARTE CONTEMPORANEA
Corsia del Gambero, 13  BRESCIA
tel. +39 0303758583 
cell. +39 3389528261
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orario di galleria: da martedì a sabato
10 -12 / 15 -19
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lunedì chiuso

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