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About Christo and Jeanne-Claude. Opere edite dal 1969 al 2004 pubblicate sul catalogo Jörg Schellmann

dal 14 maggio al 5 settembre 2016

In occasione dell'apertura al pubblico dell'intervento di Christo sul Lago d'Iseo, The Floating Piers, Project for Lake Iseo, Italy (2014-2016), evento straordinario che segna il ritorno del più famoso land-artist al mondo nella nostra penisola, la galleria propone un affascinante percorso attraverso un'accurata ed esclusiva selezione di serigrafie e litografie che riproducono disegni, bozzetti e schizzi preparatori per i suoi monumentali progetti, provenienti da una prestigiosa collezione genovese, che coprono un arco temporale dal 1968 al 2004.

Per visionare le immagini delle opere esposte ed avere maggiori informazioni, contattateci.

La mostra è stata segnalata da:

Corriere della Sera

IAM. Italia Art Magazine

Art Tribune

Giornale di Brescia

Brixiamostre.it

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Elena Monzo. Carosello

dal 12 dicembre 2015 all'11 febbraio 2016
a cura di Rebecca Delmenico

L’America, Cuba, il Giappone, la Cina e il Libano hanno donato ad Elena Monzo un fascinoso bagaglio iconografico e culturale al quale attingere. Il carosello diventa così l’emblema di un moto circolare perpetuo che rappresenta metaforicamente quello dell’evoluzione e dell’arricchimento della poetica dell’artista, dopo diversi anni di presenza sul panorama artistico internazionale, in un susseguirsi di ricorrenze, rielaborazioni e mutazioni periodiche delle suggestioni scaturite dai viaggi che ha compiuto. Ognuno costituisce un giro di giostra che ad ogni fermata la vede tornare alle sue radici, rielaborare quanto assorbito per ripartire nuovamente, a ciclo continuo, continuando a tramutare le impressioni colte da diverse culture in simboli ricorrenti. Dall’ipertrofia di un consumismo dominato dall’artificialità delle immagini dei mass-media dell’America al miscuglio animistico di antichi retaggi africani e spagnoli, riti precolombiani e globalizzazione della cultura del Messico e di Cuba, per arrivare alla maschera cosmopolita e fake/occidentale della Cina contemporanea che emerge nei mascheroni di dragoni rossi, nei calzari da geisha delle sue ballerine, teatranti, ginnaste, drag queen o transgender. La tradizione millenaria della seta orientale e delle tecniche decorative giapponesi vibra nella preziosità cangiante delle delicate trame dei tessuti che la Monzo inserisce nelle sue scintillanti composizioni, così come l’intricato intreccio dell’arabesco, stile ornamentale islamico, metafora del reticolo di interscambi culturali che caratterizza il Libano. Queste suggestioni si tramutano nel caleidoscopico patchwork che costituisce la patina sfavillante nella quale sono avvolte le sue donne, composta da un’incredibile molteplicità di immagini metaforiche, forme e dettagli dalla provenienza cosmopolita. Ne scaturisce una giostra mutevole variegata, nata dal continuo svilupparsi degli input colti dalle esperienze vissute, come la recidency d’artista Ichiuroko a Kurashiki, in Giappone, nel 2013, e quelle presso lo Swatch Art Peace Hotel di Shanghai, in Cina e l’Art Résidence Alia di Ain Zhalta, Beirut, in Libano, nel 2014.

Monzo Carosello Colossi

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Angelo Brescianini. Alla velocità della luce

Dal 13 febbraio al 18 maggio 2016

Nell'arco di tutto il suo percorso artistico, iniziato negli anni Sessanta, Brescianini ha cercato di catturare il dinamismo dell'espansione delle forme nello spazio tramite il linguaggio dell'astrattismo. Le lamiere rappresentano la sintesi estrema e l'esito più alto di questa inesausta ricerca per la loro capacità di intrappolare il moto curvilineo e fluido di un elemento impalpabile come la luce facendola scorrere intorno alla superficie delle “bugnature”, impresse modulando la forza dirompente dello sparo con il calibro dei fucili. L'artista sa espanderle sulle sue opere in una successione ritmica di estroflessioni e introflessioni, scandite dal ponderato susseguirsi degli spari, come corpi celestri in un firmamento. Così, la parabola definita dal proiettile nello spazio trascende nel cinetismo perpetuo della luce, sua diretta trascrizione. L'espansione nello spazio e la definizione del moto sono temi da sempre presenti nella sua ricerca, iniziata con i meccanismi di estensione delle sculture in legno degli anni '70 e poi proseguita con quelle dinamiche da parete negli anni 2000, vere e proprie visioni policrome e luminose di piani che fluttuano nello spazio, mossi da complessi ingranaggi meccanici. Nelle sue opere, l'artista fonde la brutalità dell'intervento sulla materia dell'Arte informale al tentativo di intrappolare il fenomeno della scomposizione della luce dell'arte cinetica-programmata, creando un inedito linguaggio artistico, capace di reinterpretare la ricerca di una terza dimensione oltre la bidimensionalità della tela di Fontana e Scheggi. Dopo avere partecipato alla Biennale di Padova nel 1968, negli anni '70 l'artista ha collaborato con artisti come Cassinari, Fiume, Munari e Bonalumi nel design e nella progettazione di oggetti d'arte. Il Museo del Presente e il MAON. Museo d'Arte dell'Otto e Novecento di Rende (Cs) gli hanno dedicato due importanti retrospettive. Nel 2015 viene invitato ad esporre presso l'Istituto Italiano di Cultura di New York, accanto ad artisti come Bonalumi, Dadamaino e Pinelli. Le sue opere sono presenti in importanti collezioni pubbliche e private sia in Italia che all'estero.

brescianini colossi

La mostra è stata segnalata su

Bresciaoggi

Artribune

Exibart

Italia Art Magazine

Per maggiori informazioni, scarica il comunicato stampa

 

Pietro Pirelli. Suoni di luce

dal 26 settembre al 26 novembre 2015
a cura di Anna Lisa Ghirardi
 
Nelli piccoli pelaghi una medesima percussione partorisce molti moti incidenti e refressi.
La onda massima è vestita d’innumerabili altre onde, che si movono a diversi aspetti. 
(Leonardo da Vinci)
 

Pietro Pirelli (Roma, 1954) è musicista, perfomer e compositore per strumenti elettronici e acustici, noto a livello internazionale per le sue installazioni sonoro-luminose interattive in parchi naturali, importanti istituzioni, musei ed enti pubblici, oltre che per il suo impegno nell'ambito della scenografia teatrale. È presidente di AGON, associazione culturale da lui fondata che si occupa di informatica musicale e multimedialità. Dopo un'iniziale formazione presso il Conservatorio di Milano e successivamente all'esperienza lavorativa come liutaio nella fabbricazione di strumenti musicali, ha trasferito nelle sue installazioni elettronico-luminose la sua abilità tecnica, sconfinando il puro ambito sonoro per esplorare le potenzialità visive e acustiche di materiali come la pietra e il ghiaccio, riuscendo persino a far “suonare l'acqua”, servendosi dei grandi strumenti polisensoriali da lui creati.

La citazione sopra riportata del grande inventore Leonardo Da Vinci, in riferimento ai piccoli pelaghi”, sembra una descrizione “ante litteram” delle “macchine acustiche e luminose” create da Pirelli, gli Idrofoni, strumenti che coniugano, in un'inedita ed equilibrata sinergia di intenti, sapere scientifico e “umanistico”, tecnica e arte. Uno di questi è stato esposto in mostra.

L'Idrofono è una “lampada sensibile”, un futuristico tamburo sospeso d’acqua e di luce, che, grazie all'uso di strumenti elettronici, proiettori ed amplificatori, è capace di creare una polifonia visiva interattiva. La sua “pelle” assume la consistenza di un velo sottilissimo di acqua limpida, trasparente, sospeso in un disco che si anima se mosso da sollecitazioni esterne, come la vibrazione, il canto, la parola, il suono di uno strumento, oppure risponde finemente al tocco leggero e al battito delle dita, creando un moto ondoso. Il fascio di luce che attraversa il disco fa in modo che gli impulsi sonori si riverberino nell'ambiente circostante sotto forma di proiezioni di onde luminose che riflettono il moto concentrico di espansione delle onde dell'acqua creando immagini di grande suggestione dalle geometrie caleidoscopiche, “rayographs” di strutture cellulari macroscopiche in via di formazione. Come sostiene l'artista, “tutte le sue installazioni hanno un percorso temporale”, un continuo sviluppo in divenire delle immagini. L'Idrofono suggerisce al nostro sguardo infinite suggestioni visive, facendoci partecipi di un'esperienza polisensoriale che si inserisce nel solco dell'estetica dell'opera d'arte totale di ascendenza wagneriana, unendo tecnologia acustica e arte, oltre a rimandare ad uno stato mentale di meditazione trascendentale, grazie all'acqua cristallina e alla sua ritmica sonorità.

La continua evoluzione delle immagini di luce, modulata dalle increspature dell'acqua, viene bloccata dagli scatti fotografici dell'esperto fotografo Eugenio Manghi “in un attimo congelato nel tempo”, come sostiene Pirelli: il risultato sono le Idrofanie, “fonogrammi” di luce, moderni “rayogrammi”, che saranno esposte in mostra sia come stampe fine-art, sia impresse su plexiglas retroilluminati. Ogni Idrofania riporta esattamente, nel titolo, l'istante irripetibile in cui è apparsa questa immagine di luce scritta dal suono, nell'arco di una sera del giorno 12 agosto 2015. Il titolo di ogni opera testimonia con precisione il momento dell'unica apparizione di questa immagine, il Frame, sono pertanto indicate ore, minuti, secondi e frazioni di secondo.

L'artista e compositore ha saputoinventare un linguaggio artistico innovativo, antico e futuribile al tempo stesso. Con le più innovative tecnologie elettroniche ha dato un nuovo mezzo di espressione alla luce, simbolo del divino, ma anche parte integrante delle tecnologie multimediali impiegate nell’arte, basti pensare all'Optical e l'arte cinetica-programmata. Pirelli si pone nel solco dell'eredità di questa tradizione di padronanza delle nuove tecnologie per intrappolare un elemento naturale ed effimero come la luce ma, in quanto musicista, lascia che sia il suono a modularla.

Le installazioni sonoro-luminose di Pirelli saranno presentate, accanto alle Pietre Luminose di Adolfo Lugli, ad aprile del 2016, nel suggestivo scenario dell'antico Monastero cluniacense di San Pietro in Lamosa, Provaglio d'Iseo (BS) e nella sottostante Riserva Naturale Torbiere del Sebino di Iseo (BS), in occasione di un evento organizzato dalla galleria Colossi Arte Contemporanea e curato da Anna Lisa Ghirardi.

pietro pirelli colossi

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COLOSSI ARTE CONTEMPORANEA
Corsia del Gambero, 13  BRESCIA
tel. +39 0303758583 
cell. +39 3389528261
Partita IVA 02650730985
 
orario di galleria: da martedì a sabato
10 -12 / 15 -19
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lunedì chiuso

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