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Giorgio Tentolini. La profondità dell'immagine

dall'8 febbraio al 27 marzo 2014
a cura di Ilaria Bignotti

Ha inaugurato Sabato 8 febbraio la mostra personale dedicata a Giorgio Tentolini, la cui ricerca di notevole raffinatezza e intensità ha ottenuto diversi riconoscimenti di alto livello, tra i quali il Premio Rigamonti, il Premio Arti Visive San Fedele e il Premio Nocivelli. Come il titolo della mostra suggerisce, La profondità dell’immagine allude sia alla sua specifica metodologia creativa, sia alla poetica che sottintende ai vari cicli delle sue opere. La prassi operativa inizia dallo scatto fotografico compiuto dall’artista e destinato a fissare in immagine l’oggetto che ha suscitato il suo interesse: prevalentemente volti e corpi, maschili e femminili, di persone a lui vicine o di perfetti sconosciuti, ma anche appartenenti all’antica statuaria classica e preclassica, selezionati dallo sguardo dell’artista nel corso di lunghe visite ai musei di tutto il mondo; e ancora, fossili o oggetti destinati a suscitare il suo interesse emotivo e formale; in alcuni casi paesaggi legati a ricordi individuali e affettivi.

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Vincenzo Todaro. Ti presento...

dal 26 ottobre al 18 dicembre 2013

Presenze ammantate di mistero che non riusciamo a identificare emergono dall'atmosfera delicata, dalle sottili sfumature seppia, delle fotografie vintage accuratamente scelte dall'artista. In modo del tutto inaspettato, il siciliano Vincenzo Todaro riscopre nei mercatini rionali attimi fuggenti colti dallo scatto fotografico, decontestualizzati e privi di storia, fa riemergere da un passato indefinito momenti irripetibili di vita quotidiana, ritratti avvolti da un'aurea incantata di tenerezza e sentimento e li custodisce nelle delicate cornici in legno come preziosi cimeli di famiglia dal sapore ottocentesco attualizzandoli, però, con una tecnica innovativa quanto raffinata.

L'artista intaglia le immagini asportando con meticolosa precisione i dettagli anatomici dei personaggi raffigurati, trasformandoli in sagome dai sottili contorni e lascia che siano solamente accessori e dettagli, come occhiali, collane e braccialetti a definirli, oppure l'atmosfera che li circonda. In questa “poetica dell'assenza”, come la definisce l'artista, la figura umana, ripescata da una passato privo di riferimenti temporali e topografici, lascia solamente qualche labile traccia di sé silenziosamente percepibile, provocando uno straniamento percettivo nell'osservatore e inducendolo a focalizzarsi sul senso che si nasconde dietro l'immagine, sulle connotazioni emotive dense di ricordi e percezioni lontane dell'ambiente che la circonda. È attraverso le sensazioni vagamente percepibili come situazioni, circostanze vissute che ci accomunano, pezzi di storia comune che la personalità dei soggetti riaffiora secondo modalità individuali di associazione dei ricordi...

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La ricerca della materia perfetta

dal 4 luglio al 27 settembre 2013

Come incasellare l'ispirazione artistica, espressione di un'individualità creativa e delle inclinazioni dell'anima, all'interno di un'opera? Qual è l'unico modo per concretizzare l'ispirazione, per esprimere nella forma ideale l'idea originaria che si agita nella mente dell'artista, per trasmettere al meglio l'impulso dell'animo da cui nasce e i contenuti che sono il suo fondamento?

Per esternare l'ispirazione è necessario passare attraverso l'uso di un materiale plasmato, modellato, dipinto, intagliato, bruciato che la possa materializzare, darle un'esistenza reale, creando un linguaggio espressivo unico e individuale; l'origine dell'ispirazione entra così in un contesto reale attraverso la ricerca materia perfetta... È questo l'impulso che muove l'artista a cercare la tecnica più consona a esprimere così inesauribili energie vitali.

La storia dell'arte ci offre immagini esemplari per esprimere metaforicamente questo concetto; pensiamo ai Prigioni di Michelangelo dove la forma del corpo, sublimazione della perfezione dell'anatomia umana, sembra rappresentare una pulsione dello spirito, la forma originaria dell'idea che lotta per estrinsecarsi nella pesantezza della materia inerme del marmo, per tradursi idealmente nella realtà, nella concretezza del mondo.

 

 

 

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Michael Gambino. Beautiful flying

 dal 28 settembre al 20 novembre 2013

La farfalla, antico simbolo propiziatorio della metamorfosi e della rinascita, emblema sia dell'effimero, sia di ciò che dura in eterno, diventa il minuscolo tassello con cui l'artista italo-americano Michael Gambino si propone di ricostruire la geografia del mondo, alludendo all'ordine logico di connessioni che governa il susseguirsi e il concatenamento dei fatti che avvengono sulla superficie del nostro pianeta.

Questi esseri minuti rappresentano, nella poetica dell'artista, l'equilibrio, la trasformazione continua provocata dai fenomeni naturali e, dal punto di vista esistenziale, la grazia e la capacità di accettare i cambiamenti e il loro significato allude al processo di trasformazione alchemica a cui ciascuno di noi è sottoposto durante la vita nel lungo cammino verso la conquista della libertà spirituale. Può un essere così piccolo avere una valenza così grande?

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Mario Ceroli

dal 16 marzo al 31 maggio 2013 

Con questa mostra la Galleria Colossi Arte Contemporanea vuole rendere omaggio al grande archi-scultore abruzzese, come lo definisce Achille Bonito Oliva, Mario Ceroli.

Fin dagli anni Sessanta, l'artista sviluppa una ricerca molto personale che parte da un materiale povero di origine naturale come il legno per ridurre la tridimensionalità del reale alla bidimensionalità di sagome stilizzate che si ripetono stratificandosi una modalità tipica dei processi comunicativi della società di massa. La reiterazione e l'ingrandimento delle immagini potrebbe richiamare la dilatata trasposizione in ambito artistico dell'oggetto di consumo dell'arte Pop di Rosenquist o Oldenburg, conosciuto proprio in quegli anni in Italia attraverso la Biennale del '64. Ceroli procede in modo del tutto diverso, operando secondo un processo analitico e strutturato/strutturante che, creando un nuovo “linguaggio iconico”, tende a rivestire di nuovi significati non soltanto i simboli della società di massa (il Mister e il cavallo in corsa con le chiome svolazzanti dell'Api del 1964), ma anche le immagini mitiche e dense di memoria nella storia della civiltà occidentale come l'uomo di Leonardo.

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COLOSSI ARTE CONTEMPORANEA
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