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Giorgio Laveri...e non c'è niente da capire...

dal 18 giugno al 18 aprile 2015

In occasione della mostra, i nostri spazi espositivi hanno ospitato le comunicative e intriganti ceramiche smaltate di Giorgio Laveriche si presentano allo spettatore con una incredibile e, allo stesso tempo, spontanea, ironica semplicità, che rappresenta un un tratto tipico della personalità dell'artista, insieme alla sua acuta ironia che lo porta a trasformare in sculture uniche oggetti di uso quotidiano.

Le sue opere derivano da una profonda passione per questo materiale, coltivata per oltre trent'anni nelle terre di Albisola con sapienti sperimentazioni perfezionate in quella striscia di Mediterraneo che va da Nizza a Vallauris. In questo lembo di Mediterraneo, da cui proviene l'artista, nasce la fucina culturale che ha segnato l'avventura creativa del Novecento, con una storia antica che risale alla Magna Grecia: dalle ceramiche dell'avanguardia futurista a Bruno Munari, per arrivare a Lucio Fontana e Agenore Fabbri, da Leoncillo a Mirko e Afro, fino a Rotella, Baj e Guy Debord.

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Leonardo Rota Gastaldi. Rainbows

dal 6 dicembre 2014 al 28 gennaio 2015

Rainbows è il titolo della personale che abbiamo dedicato all'artista Leonardo Rota Gastaldi (Milano, 1983) che ci regala, con la scintillante superficie riflettente delle sue opere, frammenti di un brivido ottico... i suoi lavori sono composizioni astratte di volumi strutturati in un incastro di forme mediante una griglia geometrica.

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Massimo Caccia. Caos

dal 7 febbraio al 18 aprile 2015

La mostra che ha aperto la stagione 2015 è Caos, a cura di Anna Lisa Ghirardi, dedicata all'artista Massimo Caccia (Desio, Milano, 1970). L'esposizione si presenta come un contenitore caleidoscopico di situazioni bizzarre ed enigmatiche in cui i suoi animali, dallo sguardo sorpreso ed estatico, sono colti con una tecnica estremamente minimale e pulita. In ogni opera compare un insolito e silente accadimento dall'apparente semplicità formale che accostato alle altre numerose e fantasiose composizioni dell’artista si anima di un’inaspettata complessità; le inedite situazioni veicolano enigmatici significati, in una contrapposizione che l'occhio dello spettatore spesso non riesce a risolvere. Assemblando questi frammenti di vissuto ironici e sospesi, colti in inquadrature frammentarie, nascono situazioni di un conflitto solo apparentemente silenzioso che trasmette ben presto una soffusa sensazione di caos. Un caos che richiama il conflitto interiore dell'uomo contemporaneo, in bilico tra le più assurde e inaspettate avventure che la vita quotidianamente gli presenta. L’artista, attraverso una narrazione allusiva e delicata, rivela infatti una profonda sensibilità nei confronti dell'esperienza quotidiana dell'individuo.

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Luca Moscariello. Allegria di naufragi

dal 7 febbraio al 15 aprile 2015

La mostra personale Allegria di naufragi a cura di Chiara Canali, dedicata a Luca Moscariello, artista bolognese recentemente finalista del “Premio Lissone 2014” e del concorso “Mantegna cercasi”, ha aperto la stagione 2015. Il titolo della personale Allegria di Naufragi, citazione dal nome della prima raccolta poetica di Giuseppe Ungaretti, si ricollega metaforicamente alla modalità operativa di Luca Moscariello che costruisce le sue opere pittoriche attraverso una progressione di ossimori, paradossi e dicotomie visuali tra l’apparenza squillante dei colori e la profondità di silenzio in essi celata.

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Agenore Fabbri

dal 27 settembre al 26 novembre 2014

La galleria Colossi Arte Contemporanea ha inaugurato la stagione espositiva autunnale dedicando un'importante mostra personale al toscano Agenore Fabbri (Barba, Quarrata (PT), 1911 – Savona, 1998). Nell'immediato dopoguerra (1947-1955), dopo essersi trasferito in una piccola manifattura di ceramiche ad Albisola nel 1935, Fabbri è stato il cantore degli oscuri presagi che pendevano sul destino dell'umanità, con una scultura dall'intensa drammaticità espressiva che raffigura donne, madri, animali martoriati dal tormento, come se l'artista fosse consapevole della ferita che l'esistenza incide nell'uomo; la tensione drammatica del periodo giovanile esprime bene la sensazione apocalittica di catastrofe imminente dovuta agli eventi storici che seguono al lancio della bomba su Hiroshima e Nagasaki e si trasferirà poi in un uso espressionistico della materia che caratterizza le opere bidimensionali del periodo informale (1954 -1963). Esse continuano ad indagare le profondità interiori, ma attraverso diverse soluzioni materiche, violenti interventi sulla materia; alla figurazione della scultura si sostituisce il puro dispiegamento dei materiali, sempre colti in stati caotici e segnati da asperità, deflagrazioni e corrosioni, molto vicini alla pittura nucleare e alla sua necessità di esplicare la forza evolutiva della materia.

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COLOSSI ARTE CONTEMPORANEA
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tel. +39 0303758583 
cell. +39 3389528261
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orario di galleria: da martedì a sabato
10 -12 / 15 -19
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lunedì chiuso

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