Andrea Viviani
Andrea Viviani
Nelle sculture in ceramica di Andrea Viviani si riflette la varietà polimorfica e lo sviluppo dinamico della complessità naturale. Essa viene estrapolata dall'inerme blocco di terracotta petrosa che, tramite un processo operativo alchemico, padroneggiato dall' “artifex bonus” con grande sapienza manuale e tecnica nell'impastare e nel cuocere, nel plasmare e nel tornire, disvela inaspettate qualità instrinseche del materiale, grazie al progressivo emergere in riduzione di ossigeno dei minerali contenuti negli smalti che ricoprono la superficie, di bagliori metallici, effetti di opalescenza, oppure ramature dall'oro al rosso-bruno e dal celeste al viola, seguendo i dettami dell'antica tecnica giapponese di cottura Raku, nata nel XVI secolo d.C. Un processo che, superando la mera mimesi, si adatta alle esigenze metamorfiche della materia naturale per rivelarne la connaturata bellezzia, soggetto agli imprevisti e all'approssimazione, che mette l'artista in una sinergica empatia con i ritmi biologici di crescita e germinazione dell'ecosistema che lo circonda.
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Emergono così forme irregolari di ispirazione organica, simili a basalti vulcanici, concrezioni rocciose, coralli, pietre iridescenti, minerali dalla poliedrica cangianza, coperte di grafemi dal delicato virtuosismo pittorico, oppure case dall'allure metafisica e pesci dall'espressione grottesca, talvolta impilati in totem dall'astrazione ascetica serpeggianti verso l'alto in una proliferazione di elementi che si espandono verso l'esterno in una relazione percettiva con l'ambiente aperta e articolata.
Il loro andamento riflette la complessità degli elementi naturali, la loro spigolosità, il loro andamento irregolare, la loro asimmetria e il loro squilibrio, che si riflette nel tremolio instabile della vibrazione delle forme aperte e pulsanti dell'opera e della smaterializzazione delle loro superfici irregolari nella luce che riflettono l'inafferrabile incompletezza della vita, in perenne trasformazione. Dopo essersi laureato in Economia Politica, seguirà un percorso completamente diverso che lo porterà ad appropriarsi dello sperimentalismo multiforme di un altro trentino, Fortunato Depero, nella sua volontà di costruire complessi plastici aperti ad un universo fantasmagorico, velato di musicalità e ironia, come voleva la “ricostruzione futurista dell'universo”, mentre la verve pittorica di Viviani proviene dalla frequentazione dell'artista e designer Riccardo Schweizer che lo indirizzerà verso Roger Capron, il ceramista di Picasso nel secondo dopoguerra, a Vallauris, in Provenza, dal quale apprende le tecniche di lavorazione della ceramica che svilupperà nel suo laboratorio a Madonna di Campiglio, dove attualmente vive e lavora.
Da questi maestri impara anche a fare della varietà poliedrica delle forme, dei colori e dei segni, in continuo divenire, la sua specificità. Le sue opere assumono, così, un valore simbolico e totemico dall'incontro intelletuale con il “pensiero liquido” del sociologo Bauman: in contrapposizione alla vita “sommersa” dei pesci che percepiscono il mondo esterno attraverso i sensi, senza elaborarli all'interno con un meccanismo cosciente e modificando continuamente la forma del pensiero, c'è quella del corallo, duro come il pensatore di Rodin che elabora l'esperienza diretta dall'interno e la accumula. Nelle opere di Viviani, noi impersoniamo entrambe le parti.
L'artista ha esposto in numerosi spazi pubblici in Italia, al MACRO testaccio e ai Musei di Villa Torlonia di Roma, al Padiglione Italia di Expo 2015, a Villa Ghirlanda Silva di Cinisello Balsamo (Mi), al Museo di Arte Contemporanea di Albissola Marina (Sv), al Palazzo Stella di Genova, a Providence, negli USA, a Berlino e all'Westerwald-Museum di Höhr-grenzhausen, in Germania. Le opere dell'artista sono presenti nel Museo dell'Accademia di Belle Arti “Pietro Vannucci” di Perugia, nel Museo delle Ceramiche di Carouge, in Svizzera, nel Westerwald-Museum di Höhr-grenzhausen, in Germania, e nel Museo delle Ceramiche Cielle di Castellamonte (To). Nel 2017 è stato vincitore del Primo Premio al Concorso Internazionale di Ceramica di Carouge, Ginevra.

Opere