Luca Moscariello

San Giovanni in Persiceto (Bo), 1980
Un divertissement ispirato all’immaginario ludico infantile, un “caos calmo”, ordinato nel suo mondo scenografico e surreale dove si accumulano, come derive sognanti di ipotetici naufragi, oggetti, animali, vegetali in ambienti incontaminati, paesaggi con un orizzonte che sconfina nei canneti tipici del paesaggio lacustre emiliano dove vive e lavora; oppure cataste di cose, come materassi, scatole, mobili, trenini, libri, uova primoridali e mascheroni da circo ammassate, alla deriva, in profondità marine, metafora dei meandri della psiche, dove sprofonda la parte sommersa dell'Iceberg freudiano, il nostro incoscio. Questi sono gli elementi che dominano la ricerca del bolognese Luca Moscariello, incentrata sul valore del tempo, analizzato con la tecnica tradizionale della pittura su tavola attraverso oggetti che sembrano contendersi il proscenio di uno scenario teatrale, con “un’attitudine barocca alla mise en scène” (Ivan Quaroni).

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La sua opera si compone di un inventario di giostre, anatre, trenini, aeroplanini di carta, orsachiotti, anatroccoli, trottole, bambolotti che incarnano i desideri nascosti della sua infanzia, ma capaci di collegarsi ad una dimensione contemporanea, grazie alla presenza di paletti di misurazione, festoni, canotti, segnali stradali, in un processo di continua evoluzione, di espansione illimitata nel tempo e nello spazio. Le cose si accatastano insieme ai significati simbolici che sono in grado di veicolare, moltiplicandoli grazie al loro continuo accostamento in inedite combinazioni che sfidano le capacità cognitive dell’osservatore, in un percorso narrativo fatto di inesauste retrocessioni nel tempo e nello spazio della fertile immaginazione visiva dell’artista. Le scatole sono contenitori della memoria pronti ad ospitare eventi futuri ancora da custodire, i fogli bianchi sono pagine di esperienze esistenziali ancora da vivere e annotare, le griglie prospettiche rappresentano la metafora di coordinate della vita ancora da seguire, viaggi da intraprendere, mentre il palo del barbiere è il simbolo, fin dal Medioevo, di un luogo dove i mali fisici potevano essere currati, come le ferite dell'anima, ed, infine, i lacci e i festoni sono metafora dei legami interpersonali. Il viaggio di Moscariello alla riscoperta della magia delle cose, custodite dalla polvere del tempo, non è mai lineare: i titoli delle sue opere suggeriscono il proliferare infinito del suo racconto, teso a riunire il sentimento del passato con il valore della leggerezza.

L'artista ha conseguito la maturità artistica in pittura presso l'Accademia di Belle Arti di Bologna. Nel 2007 gli viene commissionata una grande opera pubblica su lamiera per il Comune di San Giorgio in Piano (Bo). Nel 2008, il MUSE. Tridentine Museum of Natural Sciences di Trento gli dedica la personale Memoria e materia. Nel 2009 è finalista del XII Premio Morlotti svoltosi presso il Museo della Permanente di Milano e Villa Subaglio di Merate (Co). Nel 2011 espone allo Spazio Thetis dell'Arsenale di Venezia e al Museo Ca’ La Ghironda di Zola Predosa (Bo) con la personale La grammatica della polvere. Nel 2014 espone, come finalista del contest Mantegna Cercasi, alla Casa del Mantegna di Mantova e al MAC. Museo d’Arte Contemporanea di Lissone (Mb), come finalista del Premio Lissone. Nel 2015 la galleria Colossi ospita la sua personale Allegria di Naufragi ed espone al Museo “Il Correggio” di Correggio (Re), a Rocca delle Macìe di Castellina in Chianti (Si), al Palazzo Gromo Losa di Biella e al Museo del Territorio Biellese. Nel 2016 partecipa alla collettiva Shakespeare. La sostanza dell'uomo alla galleria Colossi. Nel 2017 una sua opera viene acquisita dalla Civica raccolta del disegno del MuSa di Salò (Bs) ed espone alla Casa del Mantegna di Mantova, in occasione della collettiva Se telefonando.... Nel 2017-2018 espone alla Galleria Civica di Arte Contemporanea di Viadana (Mt). L'artista ha partecipato ad importantirassegne di arte contemporanea a livello nazionale e internazionale, come Art Athina, Art Vilnius, Artefiera Bologna e Art Verona.
Nel 2018, dopo essere stato selezionato per la realizzazione della prima residenza d’artista della Fondazione Rocco Guglielmo, una sua opera viene inserita nella collezione permanente del MARCA di Catanzaro.

 

Opere