Dorothy Bhawl
(Brescia, 1985)
Dorothy Bhawl indaga sulle contraddizioni e le aberrazioni della società contemporanea: la dipendenza dai social network, il razzismo, il fanatismo ideologico, la discriminazione in generale o lo strapotere delle lobbies economiche; lo fa allestendo il suo inconfondibile set fotografico nel suo studio con composizioni di oggetti appositamente creati, modelli esili o grassissimi dalle mostruose parvenze, pazientemente ricercati, attori, loro malgrado, di complesse trame teatrali, arricchite da preziosi costumi, talvolta settecenteschi, altre volte in lattex nero, richiamando pratiche erotiche. Sullo sfondo si staglia il segno distintivo dell’artista: la macchia verde che lo contraddistingue. Il risultato sono immagini dai colori irreali, dalle cromie acide che definiscono un senso grottesco di malinconia, come avviene nella pittura e nella scultura, con una particolare pasta di sua invenzione; tecniche utilizzate in modo provocatorio per evidenziare le aberrazioni umane attraverso mostruose ricostruzioni dell’anatomia umana, spesso mixata tra oggettistica tech e loghi di multinazionali. L’artista ci offre uno spaccato del suo mondo immaginario, dominato da una simbologia mistico-esoterica, affascinante e complessa, nella quale oggetti, gingilli multicolor, segni concettuali, uniti all’arte del travestimento si mescolano seguendo magiche alchimie in stile Neo-Pop per generare sempre nuovi significati, in forte contrasto con gli stereotipi del linguaggio massmediatico.
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Il suo codice espressivo si cimenta in vari ambiti: vincitore per due anni consecutivi del concorso per la campagna fotografica di Amnesty International e del Primo Premio ai concorsi internazionali di arti visive GlobalArte e A.M.A. Festival nel 2012, nel 2015 l’Archivio Fondazione “GAC” Cavellini ospita la sua imponente installazione fotografica New Babylon, posta, in seguito, nel parco Maria Callas di Sirmione, accanto a quelle di Yoko Ono, G. Achille Cavellini e Stefano Bombardieri, nel contesto del Progetto Utopia; nello stesso anno, vince il concorso Corpus Hominis per la realizzazione della monumentale pala d’altare della Chiesa S. Agata a Brescia. Nel 2017 espone la sua installazione nel contesto della Biennale di Venezia, sotto il Ponte dell’Accademia e viene scelto per realizzare la campagna pubblicitaria del Wonderland Festival di Brescia; inoltre, le sue sculture Snails (lumache), simbolo di uno sviluppo spirituale dell’umanità in chiave cosmica, invadono Roma, Parigi, Barcellona, Lisbona, Ibiza, la Corea, Tokyo, Mosca e New York, per poi essere, infine, selezionate dalla Graffik Gallery di Londra per apparire accanto alle opere di Bansky e essere applicate sugli elmetti rossi della band new wave Devo.
La sua ricerca si estende anche all’ambito teatrale e musicale con la realizzazione di importanti copertine di album e ritratti di artisti, tra i quali: Beatrice Antolini, solista e polistrumentista di Vasco Rossi, Andy dei Bluvertigo, Omar Pedrini, Christina Moser del duo Krisma, Inoki, Tommy Kuti, Petra Magoni dei Musica Nuda, Johnson Righeira, I Tre Allegri Ragazzi Morti, la band metal Ecnephias, gli internazionali Devo e Phil Collins (Genesis) e tanti altri. Nel 2019 le opere di Bhawl entrano nella collezione della stilista inglese Vivienne Westwood; inoltre, l’artista partecipa al progetto Incrine, fumetto creato da oltre 70 artisti italiani selezionati ed è l’ideatore del libro fotografico Lei, Armando, (Morellini Editore), presentato al Museo Nazionale della Fotografia di Brescia e al Macao di Milano. Nel 2019 il Ma.Co.f, Centro della Fotografia Italiana, gli dedica la mostra personale We are what we like. Ha esposto in occasione di numerose mostre personali e collettive in Italia e all’estero: a Londra, Berlino, Parigi, Amsterdam, New York e Hong Kong; è presente a importanti rassegne: la Biennale Internazionale di Fotografia di Arezzo, The Blank Art Date, Artrooms, Fai Junk Food a Roma, la Biennale di Soncino. A Marco, ArtDatea Bergamo, ImageNation. International Photo Exhibitiondi Parigi e Arles. Di recente, le riviste Berlin Art, Fanzine Magazine, Hystrio,Frattura Scomposta,DentrocasaeImageMaggli hanno dedicato importanti contributi.

Opere