Marco Sudati
Pizzighettone (CR), 1948
Sudati ama trasformare scene di vita quotidiana in scenari favolosi dove un alone di magia aleggia su un'atmosfera fiabesca e incantata da sogno, allegra e festosa come una sagra di paese, dove si anima un folclore popolato da venditori ambulanti di palloncini, suonatori di organetto, ciclisti in gita domenicale, bambini che giocano, animali. Scorci di casette sulla collina accennano a una sorta di paesaggio immaginario delineato con il tratto semplice ed elementare del disegno infantile. Con la maestria tecnica della pura pittura l'artista cesella le forme della realtà in tasselli composti da piccoli oggetti resi con un intero colore su uno sfondo nebuloso, sfumato con varie declinazioni di una medesima tinta che sembrano svaporare come se i suoi personaggi fossero collocati in uno spazio lontano della memoria, negli spazi inesplorati del ricordo....i racconti da favola che li vedono protagonisti sono sospesi in questa atmosfera rarefatta e fatata resa mitica dall'accenno a quel Geremia, profeta biblico che si pone come alter ego dell'artista nel far riemergere sensazioni, situazioni che appartengono ad un'infanzia felice e spensierata, trascorsa tra voli di aquiloni e ridenti pomeriggi estivi.
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Guardando le sue opere sembra che l'occhio di Sudati abbia filtrato la realtà attraverso l'innocenza della sua visione di bambino, dando vita ad un mondo parallelo, ad una surrealtà illuminata da colori brillanti come in un soleggiato pomeriggio estivo, popolata dai suoi racconti pittorici, favole a colori dai contenuti simbolici di biblica memoria, come l'albero della vita, simbolo della perpetua generazione, un linguaggio a cui la sua ricerca approda dagli anni '80. La piattezza della tavola dipinta spesso sfocia nella tridimensionalità: dalla sua superficie si innalzano piramidi che, accostate l'una all'altra a formare il medesimo scenario, danno l'impressione di una fuga prospettica verso l'infinità dello spazio, come una strada che si immerge nella profondità di un tunnel oppure edifici che sconfinano verso l'orizzonte seguendo l'andamento degli argini di un canale veneziano, stimolando la percezione dello spettatore che passeggia di fronte all'opera e suscitando reazioni di stupore e meraviglia che lo invitano ad immergersi nella sua dimensione narrativa plastica. Di recente Sudati ha affrontato la dimensione scultorea trasformando le sue figure stilizzate in sagome tridimensionali che sembrano intagliate in una tavola di legno, il suo supporto usuale, le “pittosculture”, dove si stagliano i racconti fiabeschi di sempre. Presente alle principali rassegne d'arte in Italia e in Europa, la sua opera è stata esposta a New York, Parigi, Helsinki e al Frank de Bellis Museum Collection di San Francisco. Dal 2001 le sue opere arredano le cabine e le suites più prestigiose delle navi del gruppo Costa. Nel 2003 l'artista è stato chiamato a dipingere uno dei suoi racconti su una delle prime cinque meridiane del comune di Monclassico in Val di Sole in provincia di Trento e nel 2004 l'UNESCO, con sede a Parigi, utilizza le immagini di alcune sue opere per promuovere la propria missione.

 

Opere